Non sempre la natura morta si affida alla ricchezza della scena e alla varietà della composizione. Anche la rappresentazione di oggetti comuni disposti disordinatamente su un semplice sfondo, come dimenticati, suscita il desiderio di scoprire un messaggio nascosto, il senso dei particolari che il pittore ha distribuito sulla tela come indizi.
È il caso del gruppo di trompe-l'oeil che raffigurano pareti di legno. Ancora presente il tema della fragilità della vita umana e del rifiuto dei beni terreni per quelli spirituali. Su uno dei fogli alle pareti, accanto all'immagine di uno scheletro con la falce, si legge ad esempio: "Pensi tu viver molt'anni?/ Oh meschin quanto t'inganni,/ Muterai tra pochi mesi/ Altra patria altri Paesi,/ E se brami di salvarti/ Devi spesso in me specchiarti/ Che da tanta mia bruttezza/ Prenderai somma bellezza."
E nello stesso dipinto compaiono un rosario, un crocefisso, la clessidra che segna il trascorrere del tempo. Altri oggetti nelle quattro tele - tra cui dei biscotti, un calamaio, degli occhiali, una squadra, un rasoio, una stampa con un sonetto in lode di Eugenio di Savoia - indicano però diversi percorsi di lettura e lasciano aperta la soluzione dell'enigma.
Del resto, misteriosa è anche l'identità del pittore, recentemente identificato con Vettor Romogni, autore di altre nature morte simili.